PILLOLE DI LETTURA: “Classico” greco contro “classico” romano.

Immagine Policleto “Diadumenos”, copia romana, Musei Vaticani

Scrive Salvatore Settis in Futuro del “classico” (Einaudi):

” Nel paradigma interpretativo in vigore da Winckelmann in poi, l’arte romana era stata vista come l’ultima fase dell’arte greca, la sua sterile decadenza senile. A questa visione si oppose con forza la rivalutazione dell’arte romana promossa a Vienna da Franz Wickhoff e Alois Riegl.(…) L’allontanarsi dei Romani dai Greci non fu negato, ma riproposto come un processo non più di degenerazione, ma di creazione di un linguaggio e un gusto consapevolmente nuovi. Per Wickhoff, anzi, all’esaurirsi del naturalismo greco corrispose a Roma la nascita della rappresentazione illusionistica della realtà. L’opposizione fra naturalismo e illusionismo conteneva in se stessa una gerarchia e un giudizio.”

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