“FOTO PILLOLE”: RICHARD AVEDON

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(Richard Avedon, autoritratto)

Richard Avedon (1923-2004) è considerato uno dei padri della fotografia americana. I suoi scatti più celebri continuano ad influenzare il lavoro di molti altri fotografi del settore, da Mario Testino fino a Paolo Roversi.

Nato  a New York in una famiglia ebrea di origini russe inizia la sua carriera come fotografo di moda  trasformando la staticità e monotonia del genere con uno sguardo unico e innovatore. Ispirato da Martin Munkacsi scopre nuovi modi per dare espressività ai vestiti; le modelle non sono più dei semplici appendiabiti ma persone reali, personaggi. Il movimento , unico nel suo genere, entra prepotentemente nel mondo della moda coinvolgendo le indossatrici in pose uniche, capaci di sfidare il senso di gravità con salti e piroette che comunicano grazia e leggerezza.

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“C’è sempre stata una distinzione tra il mondo della  moda e quello che chiamo il mio lavoro più profondo. Il mondo della moda mi dà da vivere. Non lo critico; è un piacere guadagnarsi da vivere in questa maniera…Poi c’è il piacere più profondo che deriva dalla realizzazione dei miei ritratti. Non è importante quello che penso di essere, mi considero un autore di ritratti fotografici. Penso di aver scattato foto ogni singolo giorno a partire dal 1945”

(Richard Avedon, Newsday 1974)

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(Avedon, Marlon Brando)

La moda ,dunque, non è lo scopo principale di Avedon . Si considera un ritrattista  e sarà proprio  questo genere che meglio lo  consacrerà al rango di artista di fama mondiale.

Tra il 1980 e il 1985 realizza una raccolta di ritratti a grandezza naturale di abitanti del West americano dal titolo “In the american west”. Non più personaggi famosi, modelle o attori glamour di Hollywood, ma abitanti delle campagne del Texas, luoghi lontani, isolati dal resto del mondo. Nel periodo in cui sono state realizzate le immagini gli Stati Uniti occidentali erano colpiti da una forte recessione.

Non si parlava mai degli anni tra il 1979 ed il 1984” ammise Avedon anni dopo “Ronald Reagan, all’epoca presidente, usò lo slogan elettorale Morning in America. Penso che l’ovest stesse vivendo un incubo. Questi uomini si spostavano continuamente in cerca di lavoro. Era il periodo in cui il lavoro in miniera subì un duro colpo. A Butte, nel Montana, venne chiusa Berkeley Pit, la più grande miniera di rame in America; l’intera cittadina collassò. I ranch fallirono e l’agricoltura affrontò problemi seri”.

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( Richard Avedon , apicultore )

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Avedon ritrae il bracciante, il piccolo criminale, la cameriera, il benzinaio e molti altri, fuori dagli ambienti in cui si trovano di solito. Lo sfondo bianco, neutro, sempre lontano dalla luce diretta per evitare le sagome scure formate dal sole fa risaltare i dettagli . L’uso del potente banco ottico  restituisce con un realismo  crudo e a tratti brutale questi volti profondi dell’America. Molte sono le immagini interessanti di questa serie; una è il ritratto di Boyd Fortin, tredicenne che per lavoro scuoia i serpenti a sonagli. C’è qualcosa di angelico in lui che pare evocare le creature celestiali del mondo dell’arte, fino a quando l’osservatore non nota il suo grembiule sporco di sangue: un incontro e scontro tra l’angelico e il demoniaco insomma.

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” Si tratta di persone con un aspetto straordinario. Una classe che non era mai stata descritta né tantomeno osservata. Lo sfondo bianco isola il soggetto da se stesso, consentendoti di esplorare la geografia del viso, i continenti inesplorati del volto umano” 

( Avedon. Denver Post, ottobre 1985) 

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