Decreto del fare: chi inquina le falde non pagherà più.

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Da oggi il principio “chi inquina paga” potrà essere disatteso. Infatti le imprese responsabili di inquinamento delle falde acquifere, se in difficoltà economiche, potranno non pagare per le bonifiche necessarie. Lo si evince leggendo attentamente tra le disposizioni in materia ambientale all’interno del  “decreto del fare” emanato dal governo lo scorso 21 giugno. L’articolo incriminato è il 41, che modifica l’art. 243 del decreto legislativo n°152 del 2006, e recita così: “Nei casi in cui le acque di falda contaminate determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all’eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione conformi alle finalita’ generali e agli obiettivi di tutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche”. Due sono gli elementi che scatenano la nostra preoccupazione: in primis si subordina la tutela della salute dei cittadini alla sostenibilità economica, ciò significa che le aziende private che inquinano saranno obbligate a interventi di bonifica solamente se avranno le possibilità economiche, quindi in sostanza si ha il prevalere degli interessi economici del privato sul diritto alla salute. In secondo luogo è altrettanto grave che venga inserito il principio della sola “attenuazione” dell’ inquinamento anche in presenza di un rischio sanitario conclamato.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ha lanciato un appello al ministro dell’ambiente Orlando “affinché il Governo riveda profondamente una posizione del tutto inaccettabile su un bene comune come l’acqua. Il Forum chiede ai parlamentari di tutti i gruppi di intervenire per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal provvedimento nell’iter di conversione in legge in modo da rendere le norme realmente utili alla tutela della qualità dell’acqua. Il Forum metterà in campo una serie di iniziative per contrastare quest’attacco all’accesso all’acqua potabile che l’ONU ha sancito essere un diritto umano, essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

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