FOTO PILLOLE:THE POLAROID BOOK. Le collezioni Polaroid. Breve storia della fotografia istantanea.

Immagine

 

Nella sua introduzione a “The Polaroid Book” ( edizioni Taschen) Steve Crist sottolinea come la fotografia sia cambiata drasticamente negli ultimi anni. Ormai tutto, in questo mondo, è divenuto istantaneo. Le nuove generazioni non riescono più a concepire l’attesa che, un tempo, era necessaria per gustare una fotografia . L’idea stessa di “pellicola” o “carta” è ormai del tutto aliena alle masse, abituate a visualizzare , subito dopo lo scatto, l’immagine catturata su schermi lcd sempre più performanti. Con un cellulare o uno smartphone si ha sempre con se la possibilità di fotografare tutto e tutti. 

Eppure, se torniamo indietro di diversi decenni, sfogliando  questo piacevolissimo libro,  scopriamo la genesi della fotografia istantanea, nata alla fine degli anni ’40, dal fortunoso incontro fra due personaggi di enorme rilievo nella storia della fotografia e della tecnica. Edwin H. Land, scienziato, inventore e fondatore della Polaroid , incontrò Ansel Adams , padre della fotografia paesaggistica americana, nel 1948. A presentarli fu lo storico d’arte Clarence Kennedy , collega d’affari di Land e fotografo di sculture classiche. Da questa collaborazione fra artista e scienziato nacque uno dei progetti di sviluppo fotografico più avvincente del secolo scorso. 

Immagine

 Inviato a Cambridge , Massachusetts , per assistere personalmente ad una delle prime dimostrazioni di Land riguardanti la recente scoperta, Adams si dimostrò da subito entusiasta, prevedendo le enormi potenzialità ( commerciali ed artistiche ) della fotografia istantanea: Un solo clic e la foto era fatta. Pochi secondi dopo si tira via il negativo e un’immagine color seppia inizia lentamente ad apparire sulla carta. Successivamente a quest’incontro Land acquistò il Portfolio I di Adams regalando al fotografo una delle sue nuove macchine fotografiche dispensata di accessori e pellicole.

Immagine

 

Alcuni ingegneri della Polaroid hanno affermato che a Edwin Land bastò circa un’ora per concepire il concetto di base della fotografia istantanea. Tuttavia, per trasformare l’idea in pratica, ci vollero cinque lunghi anni di duro lavoro in laboratorio. Ma non si trattava solo di una pura novità tecnologica: lo scienziato ed inventore credeva fermamente nel potenziale creativo di questa nuova tecnica e desiderò da subito svilupparla attraverso una collaborazione serrata con fotografi professionisti e dilettanti. L’incontro fra industria ed arte rese possibile rapide innovazioni tecnologiche. 

 Immagine

 

Ancora oggi una Polaroid è, per molti artisti e creativi, come una tela incompleta che invoca un tocco personale.Negli anni sessanta, Lucas Samaras , abbelliva i suoi autoritratti con dei disegni a inchiostro e colori e circa un decennio più tardi, quando la Polaroid lanciò il rivoluzionario sistema SX-70, lo stesso autore iniziò a schiacciare con un punta le tinte che apparivano sulla carta creando immagini deformi , al confine com l’espressività astratta. 

Immagine

Immagine

 

Altri artisti inserivano degli aghi nelle fotografie, raschiavano il negativo o il positivo e stampavano le fotografie seguendo tecniche più ortodosse con nitrato d’argento, platino, palladio o altri più antichi procedimenti. I risultati di queste sorprendenti sperimentazioni sono appunto conservati nelle Collezioni Polaroid, di cui il libro vuole dare un esaustivo estratto. 

 

 

 

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s