Italiani popolo di auto-dipendenti

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Le statistiche sui tassi di motorizzazione fanno emergere dati sorprendenti: in Italia ci sono in proporzione più veicoli che in ogni altra parte d’Europa: 36 milioni per 60 milioni di abitanti. Gli italiani sono e rimangono auto-dipendenti. E invece di rallegrarci del fatto che per la prima volta la vendita delle biciclette supera quella delle auto, eccoci tutti a disperarci perchè non si vendono più autovetture. Ma la domanda giusta dovrebbe essere: perchè se ne dovrebbero vendere ancora? L’auto  invade strade e spazi magari utili per altri scopi, si mangia il nostro tempo ( in media ognuno di noi trascorre in auto sette anni della propria vita), distrugge la salute e uccide, inquina l’aria e produce rifiuti difficilmente riciclabili. 

Ed è un mezzo molto poco efficiente, soprattutto in città. Nella sfida tra bici e auto nell’ora di punta non c’è storia: vince la bici. I ciclisti urbani sono tuttavia in aumento. Ancora troppo alti sono però i rischi e i disagi per chi viaggia sulle due ruote: ancora troppo poche le piste ciclabili, in Italia ce ne sono 3.227 km in totale, dato nettamente al di sotto delle medie europee.

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In Italia tutti o quasi sono consapevoli che bisogna assolutamente fare qualcosa per risolvere l’inquinamento causato dalla congestione del traffico cittadino ma appena un’  amministrazione  comunale cerca di prendere dei provvedimenti per limitare l’uso del mezzo privato si trova  costantemente a sbattere contro un  muro di proteste che possono essere piu’ o meno giuste ma sicuramente  poco cotruttive, proteste di  persone che si sentono private della loro libertà e dei loro interessi. Per molti italiani l’automobile è una necessità non sostituibile anche per brevissimi spostamenti: per accompagnare i figli a scuola, andare a prendere il giornale, magari a 200mt da casa. Tutto questo è da ricondurre sicuramente ad un problema culturale e di costume. Per troppe persone l’andare in bicicletta è percepito un pò da sfigati, da chi non può permettersi una vita agiata, insomma un’abitudine per perdenti. Per fortuna il tema sta divenendo sempre più di attualità complice la crisi economica e il continuo aumento del prezzo dei carburanti, l’Italia della mobilità sta lentamente cambiando.

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