Come lucrare su una tragedia

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L’immane tragedia di Lampedusa, 309 i corpi fin qui recuperati, ci spinge ad una breve riflessione sul tema immigrazione. Abbiamo assistito alle visite del presidente del Consiglio Letta e del presidente della Commissione europea Barroso, che , commossi, hanno reso omaggio alla distesa di bare. Ma tale commozione, di cui non mettiamo in discussione la sincerità, non cambia il fatto che a provocare quel gran numero di morti assurde sia stata la politica delle istituzioni che rappresentano. Una politica di disincentivazione dell’immigrazione che dal 1998 a oggi ha portato alla morte di più di 19mila persone, annegate nel Mediterraneo nel tentativo di approdare ad una vita migliore.

Non facciamo finta di non capire che i cadaveri di Lampedusa non siano frutto di un naufragio, ma di una logica economica che deruba le popolazioni delle proprie radici economiche, culturali e politiche. In Africa le risorse e il territorio vengono depredate da un capitalismo che fa dell’avidità il proprio paradigma, violando ogni regola sul piano della giustizia e della dignità umana, della pace e della democrazia.

Il rischio è che le persone finiscano per combattersi tra loro, vittime dell’intolleranza e dell’ignoranza. Invece di vedere le migrazioni e la povertà come conseguenze della guerra economica contro il pianeta, i rifugiati economici vengono criminalizzati e trattati come delinquenti.

E le forze razziste e fasciste sono pronte a lucrare su questi fenomeni, spingendo i cittadini a credere che i migranti siano la causa della loro disoccupazione e dell’insicurezza economica, distogliendo l’attenzione dalle strutture economiche che favoriscono le multinazionali a danno delle popolazioni e del pianeta.

ASPASIA AL CINEMA: Francis Ford Coppola “Apocalypse Now”. La critica alla Guerra nel monologo di Kurtz e il “Cuore di Tenebra” di Joseph Conrad.

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Nel 1979 esce “Apocalypse Now”,  opera ormai classica del cinema di guerra  ma incapace di essere ridotta in un unico genere ben definito per la complessità d’intreccio  di temi e contenuti narrativi , liberamente ispirati al romanzo   di Joseph Conrad (1857-1924) Cuore di Tenebra”. Il film, diretto da Francis Ford Coppola,  è vincitore della Palma d’oro al 32°Festival di Cannes e due premi oscar per la migliore fotografia ( all’italiano Vittorio Storaro ) e per il miglior sonoro. Il regista ( noto per altre famose pellicole fra le quali la tetralogia de “Il Padrino”) denuncia la  natura straziante della guerra da una prospettiva in grado di far risaltare al meglio lo scontro tragico fra culture e ideologie; un Occidente giunto al suo lungo e decadente tramonto e un Oriente inesplorato e “altro”, ultimo avamposto prima dell’ignoto.  Venando di un tono squisitamente epico scene ormai divenute leggendarie per tutti gli amanti della settima arte, si risale lo stesso fiume del romanzo di Conrad  alla ricerca di Kurtz, vera e propria personificazione dell’alterità umana.

Soprattutto nella sua versione “Redux” del 2001, in cui sono stati aggiunti 73 minuti di filmanti non montati nella versione del 1979, il film è di una bellezza straordinaria proprio perché , come accennato in partenza, affronta nella metafora della guerra, il tema portante della riflessione sullo scontro di culture e civiltà. Un magistrale Marlon Brando interpreta uno dei monologhi più ricordati nella storia del cinema, accompagnato dalle note psichedeliche dei Doors.

Da vedere quando si ha tempo e spirito adatti.