Come lucrare su una tragedia

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L’immane tragedia di Lampedusa, 309 i corpi fin qui recuperati, ci spinge ad una breve riflessione sul tema immigrazione. Abbiamo assistito alle visite del presidente del Consiglio Letta e del presidente della Commissione europea Barroso, che , commossi, hanno reso omaggio alla distesa di bare. Ma tale commozione, di cui non mettiamo in discussione la sincerità, non cambia il fatto che a provocare quel gran numero di morti assurde sia stata la politica delle istituzioni che rappresentano. Una politica di disincentivazione dell’immigrazione che dal 1998 a oggi ha portato alla morte di più di 19mila persone, annegate nel Mediterraneo nel tentativo di approdare ad una vita migliore.

Non facciamo finta di non capire che i cadaveri di Lampedusa non siano frutto di un naufragio, ma di una logica economica che deruba le popolazioni delle proprie radici economiche, culturali e politiche. In Africa le risorse e il territorio vengono depredate da un capitalismo che fa dell’avidità il proprio paradigma, violando ogni regola sul piano della giustizia e della dignità umana, della pace e della democrazia.

Il rischio è che le persone finiscano per combattersi tra loro, vittime dell’intolleranza e dell’ignoranza. Invece di vedere le migrazioni e la povertà come conseguenze della guerra economica contro il pianeta, i rifugiati economici vengono criminalizzati e trattati come delinquenti.

E le forze razziste e fasciste sono pronte a lucrare su questi fenomeni, spingendo i cittadini a credere che i migranti siano la causa della loro disoccupazione e dell’insicurezza economica, distogliendo l’attenzione dalle strutture economiche che favoriscono le multinazionali a danno delle popolazioni e del pianeta.

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Nuovo impianto biodiesel a Livorno: brucierà anche olio di palma

Alla presenza entusiastica delle più importanti autorità locali, il 9 luglio è stata inaugurata a Livorno la nuova centrale a biodiesel del gruppo indonesiano Musim Mas, tra i maggiori produttori al mondo di olio di palma. Il progetto prevede in una  prima fase la realizzazione di un impianto per la produzione di biocarburante da olio di palma, successivamente verrà realizzato un impianto di raffinazione dell’olio stesso, materia prima per svariati usi industriali. L’impianto si trova nelle vicinanze del porto di Livorno, ha un ampio accesso al mare ed è in grado di accogliere grandi navi cargo transoceaniche.

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Sul sito ufficiale della Musim Mas si legge che il gruppo si impegna a lavorare in modo socialmente responsabile e nel rispetto dell’ambiente; si afferma anche che il ciclo produttivo non comporta deforestazione e che l’azienda ha ottenuto la completa certificazione RSPO (Roundtable for Sustainable Palm Oil) per tutte le proprie piantagioni in Indonesia da settembre 2012.
Peccato che la RSPO sia una tavola rotonda creata più per facciata che per altro; si tratta infatti di un organo che dovrebbe garantire un mercato sostenibile dell’olio di palma ma è bene sapere che è stata fondata ,e viene controllata, da corporazioni quali Wilmar e Cargill. Tra gli altri vanta tra i propri membri Unilever, Ferrero e P&G. Quella dell’olio di palma biologico ,insomma, è una truffa bella e buona, in quanto a rilasciare la certificazione è un organo gestito dalle stesse multinazionali che producono e utilizzano l’olio di palma per i propri prodotti alimentari e non. Non vi è alcuna garanzia che la Musim Mas sia estranea alle ben note pratiche di molti produttori d’olio di palma, capaci di non farsi scrupoli a tagliare alberi per strappare terra alle foreste ed a incendiare il terreno per renderlo più fertile.

Ma non è tutto, in Italia, precisamente ad Acerra (NA), vi è un precedente certamente non di buon auspicio. Infatti, secondo delle analisi effettuate nel 2011 e nel 2012, negli oli combustibili utilizzati nell’impianto a biodiesel di Acerra vi sarebbero tracce di PCB, policlorobifenili, inquinanti di prima classe, sostanze tossiche e cancerogene. Nelle analisi condotte nel 2011 si legge: “Dalle analisi condotte il campione risulta costituito da olio di palma grezzo ma sono stati rinvenuti PCB che non essendo assolutamente componenti di un olio, sia pure grezzo, denotano l’aggiunta di olii di sintesi esausti o di olio di palma ottenuto da suoli contaminati o venuto a contatto con recipienti contaminati”.

E’ davvero incredibile leggere le dichiarazioni entusiastiche delle principali autorità locali che per poche decine di posti di lavoro rischiano di mettere in pericolo la salute di un’intera comunità, inconsapevoli o meno dei danni che questo tipo di impianti, dati i precedenti, potrà arrecare all’ambiente e alla salute pubblica. Eccone solo alcune, tratte dal “Tirreno”. Alessandro Cosimi, Sindaco di Livorno dichiara : “Siamo molto soddisfatti di aver contribuito in collaborazione con le altre istituzioni di riferimento alla positiva conclusione di acquisizione della Novaol da parte della Masol, società controllata del gruppo indonesiano Musim Mas. Si tratta, infatti, di un’importante opportunità socio-economica per il territorio, in particolare in termini della salvaguardia dell’attuale forza lavoro e di implementazione della stessa nel prossimo futuro con riferimento soprattutto all’indotto. Giorgio Kutufà, presidente della Provincia di Livorno: “In un momento come questo è particolarmente positivo registrare un investimento straniero nel nostro Paese. Lo è ancor di più considerando che lo fa un gruppo in rapida espansione, che si candida a diventare, anche in Europa, nel settore dell’industria dell’olio di palma, un leader di mercato. Scegliere Livorno come base produttiva e logistica è, per noi, motivo di grande soddisfazione”. Gianfranco Simoncini, sssessore alle attività produttive della Regione Toscana: “L’inaugurazione di oggi rappresenta una buona notizia per i lavoratori, per Livorno e per la Toscana, che ha saputo fare squadra e vincere, in un momento di crisi come l’attuale, la difficile sfida di saper accogliere investimenti stranieri da parte di chi intende puntare sulla nostra Regione per sviluppare un’attività innovativa nel campo dell’energia ecocompatibile. È un investitore importante, che proviene da uno dei paesi più dinamici nel mondo e opera in un settore sul quale la Toscana punta molto, anche con la creazione di un distretto delle energie rinnovabili”.

Per il reportage riguardante l’impianto di Acerra vi rimandiamo a questo link: http://www.fanpage.it/sostanze-tossiche-nell-impianto-ad-energia-verde-ecco-cosa-brucia-ad-acerra-reportage/
Per maggiori informazioni riguardo all’ olio di palma e per partecipare alla campagna STOP OdP:

http://earthriot.altervista.org/oliodipalma.html